Lo scenario mattutino è desolante.
Insomma, sembra che la città subisca un restyling notturno della carta da parati, gratis e non richiesto.
Così ogni mattina, quando esco di casa per recuperare l’auto, fremo di piacere al pensiero di scoprire quale sarà lo sguardo maliardo, supplicante, furbo, aggressivo, sensuale, maschile o femminile, quello sguardo affisso sul cassonetto dell’immondizia che mi osserverà strabico mentre infilo le chiavi nel cruscotto e parto.
Purtroppo, la mia speranza di essere lasciato solo coi miei primi freschi pensieri si vanifica subito, appena svolto l’angolo che dal vecchio ospedale cittadino mi conduce verso il cornetto che mi spetta di diritto: nuovi candidati nonparlanti, nonguardanti, nonaffascinanti, moglidi, maritidi, avvocatidi, exassessoridellaltraparteadessocandidaticonquesta, exsindaci, capipopolo e capibastone, portatorisanidipacchettidivoti, mi sorridono impuniti ed impunibili perché moglidi, maritidi, avvocatidi ecc. ecc., incuranti dello schifo che mi/ci procurano giornalmente da quei manifesti che grondano colla ed assoluto non rispetto delle regole.
Mi sento offeso due volte da quei sorrisi di dentiere finte, la prima per la strafottenza di chi sa di violare le regole civili di convivenza (la carta da parati che ci offrono gratis è assolutamente non richiesta e le spese per staccarla dai muri saranno anche a mio carico) ma sa anche che non sarà mai punito, la seconda per la completa mancanza di programmi maldestramente ricoperta da slogan desueti e ridicoli che tentano di prendere in giro la mia intelligenza, ritenendo di poter convincermi a votarli mediante la loro maleducazione preparata di notte ed ostentata di giorno.
Carissimi maritidi, moglidi, exqualchecosa credete che un manifesto malamente appiccicato possa convincere chi ha una testa pensante a dimenticare per un attimo l’inutilità vostra, dei vostri sorrisi, dei vostri antichi slogan e l’assenza assoluta di programmi che, quelli si, dovrebbero orientare una scelta?
Credete che una stretta di mano existituzionale copra il vuoto pneumatico di una ennesima candidatura da portatoredipacchettidivoti buono per tutti gli schieramenti, tutte le stagioni e tutti i partiti?
Continuate a crederlo, prima di risvegliarvi da un incubo nel quale la poltrona di consigliere provinciale vi verrà sfilata da quelle teste pensanti che non abboccano ai vostri molesti manifesti, antichi mezzucci da falsi incantatori di serpenti.
Spazio occupato abusivamente
Facebook non è internet. E viceversa.
Leggo degli allarmi inerenti la censura su Facebook (FB) e l’allarme che questa censura crea. Mi fermo un attimo, raccolgo i pensieri e mi rendo conto che, come ho sempre pensato, FB non è internet. E viceversa. Con ciò intendo che, essendo FB una piattaforma privata, il proprietario/padrone può farne ciò che vuole, anche cancellare il mio account perchè io ho i capelli bianchi. E senza dovermene dare una spiegazione. Lo sconcerto che queste scelte provocano, è dovuto al fatto che molti confondono internet con qualcosa di molto più piccolo che è il “contenitore” FB. Lo chiamo contenitore in quanto dentro di se ha cose che, seppur separate tra di loro, internet è già in grado di fare ancor prima dell’avvento di FB. Chattare, segnalare link, condividere video e foto sono state e sono ancora operazioni già possibili nell’era pre-FB, semplicemente utilizzando altre piattaforme meno user-friendly oppure aprendo siti o blog personali dove si è “padroni” del mezzo e liberi di farne ciò che si vuole, parlar male del papa o di emiliofede senza tema che qualcuno cancelli le nostre idee. Certo, la velocità e la capillarità di diffusione dell’informazione che ha FB, al momento, non ce l’ha nessun mezzo ma, la spazzatura parallela sotto la quale sono sepolte le informazioni interessanti su FB, molte volte rende inutile la capillarità e velocità insita nel mezzo. Del resto, quanti di voi non possono resistere alla tentazione di scoprire GRATIS il proprio sosia su FB (cazzo, GRATIS, quindi c’è qualcuno che per questo servizio, addirittura, sarebbe disposto a pagare) e poi si trovano sepolti sotto tonnellate di cazzate? E’ questo il prezzo da pagare all’utilizzo dello ’stato dell’arte’ dei social-network, quello con la massima ed immediata visibilità di qualsiasi cosa ma quello che più di tutti ci seppellisce di munnezza. Quello anche che, a volte, decide cosa pubblicare e cosa no.
dopo millenni
mi ricollego, aggiorno a wp 2.7 e scrivo questa cazzata
fabiovolo 3
chi l’avrebbe mai detto che un giorno avrei letto un libro di fabiovolo?







