Ma questi segreti, stavolta, mettono in discussione addirittura la figura sacra di Gesù Cristo, scuotendo dal basso le convinzioni che sono alla base del cattolicesimo. Nulla a che vedere con Dan Brown, sia chiaro.
L’incipit ci porta immediatamente al centro dell’azione: veniamo subito a conoscenza di un rituale che si ripete immutato nel tempo dopo ogni conclave, e che coinvolge il Pontefice appena eletto. E’ la notte in cui Joseph Ratzinger diventa Papa Benedetto XVI ed il suo confessore, Ambrosiano, gli fa leggere un documento segretissimo che si tramanda di papa in papa, le cui informazioni riservate metterebbero in crisi tutta la dottrina sulla quale si fonda la Chiesa Cattolica.
Un miliardario israeliano custodisce, grazie ad un accordo rinnovato ogni 25 anni con la chiesa, dei documenti che proverebbero che Gesù Cristo sia stato a Roma nel 45 d.C. (parliamo di un atto notarile che recita ‘Roma, Anno Quarto dell’era di Claudio, Ieshua ben Joseph, immigrato dalla Galilea, precedentemente giudicato e assolto da Ponzio Pilato…’) e vi avrebbe addirittura scritto un Vangelo in vecchiaia. Questi documenti stanno per essere divulgati e per evitare ciò, il Vaticano incarica un sacerdote/agente segreto, Rafael, di mettere in ordine tutto quanto, coadiuvato da una affascinante ed enigmatica giornalista inglese, Sarah.
Lo ‘Status Quo’, il gruppo di persone che sovrintende affinchè questi segreti non vengano divulgati, viene rotto. Rotto fisicamente perchè alcuni dei componenti che ne fanno parte vengono uccisi. Ed uno di questi, dal momento in cui legge il documento la notte della sua elezione, è il nuovo Papa Benedetto XVI, anche lui perciò a rischio assassinio.
Vari personaggi sono coinvolti in questa corsa contro il tempo, tesa al ripristino dello ‘Status Quo’ recuperando i documenti trafugati, condita da rapimenti, assassini e qualche tradimento finto, vero o supposto.
Gli ingredienti, amalgamati per bene anche grazie ad una analisi storica ricercata, per un thriller che ci coinvolga sin dalle primissime pagine, ci sono tutti. Manca, positivamente secondo noi, qualsiasi richiamo alla metafisica, al sovrannaturale come risoluzione dei problemi, come comoda e veloce scorciatoia che ci accompagni fino al termine della storia, dell’avventura. Rocha invece opera in maniera corretta con il lettore che da lui si aspetta, appunto, altro. La storia che si dipana dalla non tanto fantasiosa ipotesi storica, è costruita interamente con l’apporto degli uomini, del loro pathos e partecipazione emotiva e ci accompagna fino alle ultime pagine del libro in un crescendo di eventi e di attesa.
Sicuramente un thriller in grado di coinvolgere anche i palati più raffinati ed inclini alla ricerca stilistica.
Quanto c’è di Sarah la giornalista e quanto di Rafael il sacerdote/agente segreto in lei?
Questa è davvero una bella domanda. Dubito che Rafael abbia qualcosa di me. Lui è sempre più avanti, di solito. Lui è dentro i problemi. Sarah, invece, è una questione diversa. Voglio che Sarah sia connessa con il lettore. Voglio che sia la persona che ha bisogno di trovare la verità. Lei ha un senso assoluto di verità e onestà. Quindi lei parte dallo stesso punto del lettore, dall’inizio. Non conosce molto, o addirittura nulla, e scopre nuove cose pagina dopo pagina.
Le è mai capitato di pensare o dire ‘Avrei voluto che JC non mi avesse mai rivelato questi segreti’?
Si. Ma poi sono andato avanti. Considero il mio lavoro anche come una missione. Ma si, ci sono quei momenti in cui vorrei abbandonare tutto.
E’ stato difficile evitare ogni implicazione mistica oppure la storia è così vera che non era necessario aggiungere nulla di sovrannaturale?
La mia principale preoccupazione era quella di mettere a nudo il Cristo storico quindi, in questo senso, non è stato affatto difficile. Se guardiamo la nostra società odierna non c’è nulla di mistico o soprannaturale. Solo cose materiali e ragione. Perciò ho lasciato il Cristo dei miracoli alla teologia e alla chiesa.
Cosa si aspetta da questo libro? Polemiche, shock o semplicemente lettori?
Come nei miei precedenti libri voglio che le persone pensino con la loro testa e non con quella altrui. Dobbiamo avere la nostra opinione sulle cose e non seguire quella degli altri. Se riuscissi a fare ciò anche in un solo lettore, sarebbe una vittoria. So già che in Italia i lettori stanno parlando di questo libro perché solleva nuove domande e risponde ad alcune delle vecchie. Se la storia ti rimane in testa anche dopo che hai finito di leggerla è positivo. Significa che ti ha toccato e questo è il mio principale obiettivo.